Sezione I – Scritti e Discorsi. Vol. I. Gli anni giovanili (1932-1946)

Il volume è stato completato ed è pronto per la pubblicazione. Esso  è inserito in una pagina a consultazione limitata per fini eslclusivamente istituzionali con password del sito dell’Edizione Nazionale stessa (all’indirizzo http://www.edizionenazionalealdomoro.it/bozza-volume-i-scritti-e-discorsi/).

Il lavoro di ricerca per questo primo volume, svolto dal dottor Tiziano Torresi, a partire dal 1° dicembre 2017, grazie ad un assegno di ricerca annuale bandito in cofinanziamento con l’Edizione Nazionale dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con i curatori Gaetano Crociata e Paolo Trionfini, ha implicato cinque fasi.

La prima è stata dedicata al recupero dei testi (dicembre 2017-marzo 2018).Essa ha riguardato la individuazione e la raccolta di tutte le opere scritte da Aldo Moro dall’adolescenza sino al 2 giugno 1946, data della sua elezione nell’Assemblea Costituente e termine che, all’interno del piano generale dell’Edizione Nazionale, segna la conclusione del primo volume. È stata verificata la presenza di articoli pubblicati sulle seguenti riviste: «Azione fucina», «La rassegna», «Studium», «Pensiero e vita», «Il popolo», e altre. La ricerca ha quindi rintracciato tutti i documenti scritti da Aldo Moro conservati nei seguenti archivi: Archivio dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica italiana e del Movimento Cattolico in Italia Paolo VI (Isacem) di Roma, in particolare nel Fondo del Movimento Laureati di Azione Cattolica e nel Fondo Fuci, Archivio della Fondazione Fuci di Roma, Archivio storico dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, Fondo Adriano Bernareggi presso l’Archivio Storico Diocesano di Bergamo, Archivio storico dell’Istituto Paolo VI di Concesio, Carte personali di Bruna Carazzolo presso privati in Padova, Carte della Fuci conservate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Fondo Aldo Moro presso l’Archivio Flamigni di Oriolo Romano. Nel corso delle ricerche sono, tra l’altro, emersi due articoli, scritti da Moro all’età di quindici anni, sul periodico «Vita nostra» legato all’Azione cattolica di Taranto nel 1932, che sono perciò i primi scritti della silloge. La più importante acquisizione dal materiale archivistico indagato ha riguardato le circolari che Moro inviò come presidente nazionale della Fuci e come segretario centrale dei Laureati cattolici e direttore di «Studium» a gruppi di destinatari selezionati ma chiaramente individuati con una natura di pubblicità. Esse si segnalano per la loro natura non esclusivamente organizzativa. L’autore vi svolge argomenti importanti e di attualità e possono perciò essere considerate «opere» a tutti gli effetti. Altri testi, in particolare una intervista sull’edizione napoletana de «Il popolo» e un intervento sulla rivista fiorentina «Giovani» sono stati rinvenuti e trascritti. È stata inoltre individuata la copia originale del primo numero del periodico barese «Il risveglio» dopo l’8 settembre 1943 e trascritto l’articolo programmatico che Moro vi firma. Il materiale rinvenuto è stato quindi messo in rapporto al quadro offerto da tutte le antologie sinora pubblicate e degli scritti editi.

La seconda fase è stata dedicata alla selezione, tra tutti i testi rinvenuti, di quelli considerabili come “opere” di Moro(marzo 2018). Si è preferito infatti trascrivere integralmente tutta la documentazione proveniente dagli archivi che recasse la firma di Moro. Essa è stata quindi sottoposta al Consiglio Scientifico dell’Edizione Nazionale che, sulla base dei criteri di organicità e pubblicità inizialmente stabiliti, ha scelto i testi da includere nella raccolta. La selezione ha anche individuato tutti i testi attribuibili sicuramente ad Aldo Moro. Tramite uno studio approfondito e comparativo delle sigle e specialmente di quelle non solitamente utilizzate sono state escluse alcune brevi recensioni, e, ragionando sullo stile, sulla brevità e sull’oggetto trattato, un’altra serie di brevi testi apparsi principalmente su «Studium».

La terza fase è stata dedicata alla trascrizione dei testi (aprile-luglio 2018).Una volta individuati quelli da includere nell’Edizione, composto il quadro globale e ordinato degli originali riprodotti tramite fotocopie o fotografie si è proceduto nella trascrizione sulla base dei criteri forniti dal Comitato Scientifico, e, in qualche caso, nuovamente verificati con esso.

La quarta fase è stata dedicata all’annotazione dei testi (luglio-ottobre 2018). Sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio scientifico nella riunione del giugno 2018 si è quindi proceduto all’annotazione di tutti i testi tramite una nota iniziale a ciascuno di essi e l’inserimento delle note a piè di pagina laddove necessario. L’apparato critico è stato predisposto per supportare la lettura con informazioni essenziali su eventi, documenti e persone:

  1. Note di ambientazione: Poste sotto il titolo in carattere corsivo, segnalano, in forma discorsiva, la fonte del rispettivo testo e includono ogni altra informazione utile per la corretta contestualizzazione storica e per la migliore comprensione del significato. Per i documenti archivistici, laddove vi siano segnature assenti, provvisorie, parziali o desuete si è specificato sempre: «in fase di riordino», oppure «in attesa di riordino». Per le circolari, nella nota di ambientazione è indicato il destinatario/i della circolare, la data e l’intestazione. Le circolari compaiono, nel titolo, con la scritta «Circolare» seguita dalla sola data. Per le circolari numerate del 1945-1946 è stato specificato nella nota di ambientazione alla prima di esse la scansione e la numerazione di tutte le successive.
  2. Note a piè di pagina: Si limitano a fornire al lettore con cenni ridotti all’essenziale indicazioni su singoli personaggi o particolari vicende esplicitamente indicate dall’autore e che non è sembrato necessario o opportuno includere nella nota di ambientazione. In tutti i casi in cui è stato possibile si rinvia alle rispettive voci presenti nell’Enciclopedia Treccani oppure nel Dizionario biografico degli italiani. Nelle note biografiche ci si limita a indicare gli estremi cronologici del personaggio e il ruolo o la carica pubblica rivestita al momento.
  3. Altri interventi: Sono stati verificati negli originali tutti i titoli degli articoli, inserendo quelli assegnati con criteri redazionali tra parentesi quadre. Non sono riprodotti sottotitoli, occhielli, sommari redazionali, ma sempre il solo titolo.  Sono stati compilati due indici, uno cronologico e un indice suddiviso per riviste/fonti, completo di tutti i riferimenti per ciascun articolo.

La quinta fase è stata dedicata dal dottor Torresi alla cura finale dei testi e alla stesura della nota storico-critica(novembre 2018-marzo 2019). Il testo è stato integralmente riletto e tutti i dubbi emersi sono stati confrontati con gli originali e ulteriormente verificati con i curatori. La nota storico-critica, infine, ha preso in considerazione tutta la produzione storiografica relativa agli scritti giovanili di Aldo Moro. Nella nota essa viene presentata e commentata criticamente, per poterne ricavare tutte le possibili ipotesi di un ulteriore sviluppo degli studi incrementato dalla pubblicazione dell’Edizione nazionale.

A tutto questo va comunque aggiunta una recente rilevante scoperta fatta dai professori Moro e De Siervo nel corso di una ricerca archivistica compiuta presso il Fondo Aldo Moro presso l’Archivio Flamigni di Oriolo Romano. In una collocazione fuori posto, cioè relativa ad altro periodo storico, sono stati rinvenuti nove testi dattiloscritti relativi a interventi che Moro tenne a Radio Bari tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1944.

La pubblicazione di questo primo volume si presenta quindi come un fatto di notevole rilievo nella conoscenza biografica, culturale, politica, religiosa della figura di Moro. Non solo il lavoro filologico ha permesso di correggere non pochi errori di attribuzione, di titolazione, di datazione, e di testo, ma ci ha restituito un Moro in larga parte inedito: innanzitutto il Moro giovanissimo degli scritti del 1932 e del 1935; poi il Moro presidente della Fuci, impegnato non solo sul fronte intellettuale ma in una delicata e difficile azione organizzativa e pedagogica; ancora il Moro del Regno del Sud, più conosciuto ma il cui impegno antifascista, il cui atteggiamento politico complesso, equilibrato e aperto può essere ricostruito ora su materiali nuovi e ricchi. Un solo elemento fattuale: finora,la raccolta più completa della quale si disponeva era quella curata da Giuseppe Rossini, e pubblicata dalle Cinque Lune nel 1986; essa raccoglieva, quanto a testi di Moro prodotti fino al giugno 1946, scritti per 250 pagine. Il nuovo volume dell’Edizione Nazionale ne raccoglie per 694: insomma, quasi tre volte di più di quanto si conoscesse.